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Colazione genuina, le indicazioni degli esperti

Colazione genuina

Colazione genuina, le indicazioni degli esperti

La colazione è il pasto più importante della giornata: un refrain che tutti abbiamo sentito ripetere spesso nella vita, magari senza dargli troppo peso. Ma concedere il giusto tempo a questo appuntamento è davvero un’abitudine in grado di fare la differenza per la nostra salute e il nostro benessere. Vediamo quindi i consigli dei nutrizionisti per una colazione genuina, bilanciata e sana.

1.  Non saltarla!

Sai che ogni mattina ben 8 milioni di italiani non fanno colazione? Un’abitudine radicalmente sbagliata: di prima mattina il nostro corpo e in particolare il cervello hanno bisogno di energia per ripartire al meglio. Durante la notte, il digiuno ci impone di utilizzare le riserve di zucchero del fegato: quando esse si esauriscono, se non viene fornito nuovo “carburante”, cominciamo a bruciare proteine muscolari e grassi di riserva

Inoltre, se si digiuna per troppe ore e durante la mattina si tende poi a ingozzarsi a pranzo e a cena, immagazzinando un eccesso di energia sotto forma di grassi. Anche nel caso in cui si sia a dieta, la colazione va sempre fatta! Saltarla non è un modo efficace per mantenere la linea ma un’abitudine pericolosa, in quanto causa un peggioramento del profilo lipidico e un cattivo funzionamento dell’insulina, che possono portare a squilibri ormonali e ad uno stato di infiammazione cronica, con ripercussioni anche gravi sulla salute. 

2.  Preparala abbondante

Un caffè e via? No, non basta! I nutrizionisti sono concordi nell’affermare che la colazione deve fornire, da sola, il 15-20% del fabbisogno nutritivo giornaliero. Nel caso di una persona sana, di peso e attività normali, con una dieta di circa 2100 kcal al giorno, la colazione deve fornire circa 400/500 Kcal. È sempre meglio assumere calorie nelle prime ore della giornata, sfruttando il metabolismo che è naturalmente più attivo rispetto al pomeriggio-sera. Alcuni studi rivelano addirittura che una colazione abbondante è in grado di far dimagrire!

3.  Scegli nutrienti bilanciati

La mattina il nostro corpo ha bisogno di carboidrati, energie immediatamente spendibili. Ma una colazione sana deve essere bilanciata e comprendere, come gli altri pasti, anche proteine e grassi buoni, per darci il giusto apporto ed evitare squilibri, soprattutto sull’asse insulina-glucagone. Indispensabile poi l’apporto di acqua, vitamine e minerali. È importante anche variare gli alimenti, con fantasia: ci sono davvero tante ricette per fare una colazione equilibrata e il cambiare formula aiuta a garantire l’apporto di diversi nutrienti!

4.  Evita dolci confezionati

I prodotti industriali contengono spesso una quantità eccessiva di zuccheri, oltre ad additivi, conservanti e senza grassi idrogenati. Oltre a fare la spesa con consapevolezza, è bene, quando possibile, preferire i prodotti con meno ingredienti e sostanze chimiche aggiunte.

Inoltre, questo tipo di alimenti è generalmente morbido e povero di fibre, richiede poca masticazione e quindi risulta poco saziante: il risultato è che dopo poco tempo il senso di fame spinge a consumare altro.

5.  Scegli prodotti genuini, biologici o provenienti da una filiera corta e controllata

Quali prodotti, quindi? È sempre più diffuso il desiderio di nutrirsi di alimenti salutari, che rispettino anche l’ambiente. Il consumo consapevole parte dalla colazione, momento in cui puoi scegliere prodotti autentici, biologici e di origine controllata. 

Mangiare prodotti bio o provenienti da buona pratica agricola significa scegliere alimenti più nutrienti: vitamine, enzimi e micronutrienti essenziali sono presenti in maggior quantità nel cibo coltivato responsabilmente, grazie a terreni gestiti secondo pratiche e standard sostenibili. Per quanto riguarda le vitamine, alcuni studi testimoniano che la vitamina C risulta essere più elevata del 6% nei prodotti biologici, così come il β-carotene e l’α-tocoferolo, precursori, rispettivamente, della vitamina A ed E. Si riscontra inoltre un aumentato contenuto di composti fenolici, particolarmente importanti per le loro funzioni anti-ossidanti, del 20%. Infine, per quanto riguarda i metalli tossici, la concentrazione di cadmio, elemento potenzialmente cancerogeno che causa la demineralizzazione delle ossa, è più elevata di ben il 30% nei prodotti convenzionali rispetto a quelli biologici, perchè esso è spesso presente nei fertilizzanti chimici di sintesi. Anche l’uranio si trova in concentrazioni maggiori nei prodotti non bio.  

Scegliere questo tipo di alimentazione significa, insomma, eliminare dalla dieta le sostanze chimiche, o almeno ridurne drasticamente le quantità, facendo del bene a noi stessi e, nello stesso tempo, al pianeta. 

Importantissimo anche scegliere prodotti il cui ingrediente primario è di provenienza italiana! Viviamo nel paese più straordinario del globo, ricco di una biodiversità e varietà agroalimentare davvero impressionante: sfruttiamone le potenzialità, anche per la nostra dieta.

Frutta su un ramo

6.  Marmellata a colazione? Sì! Quella giusta però

Tra gli alimenti preferiti per una colazione mediterranea, la marmellata o confettura è un’ottima fonte di energia e anche di fibre, se sai scegliere i prodotti migliori. Da ricercare in etichetta è il giusto contenuto di frutta (20% per marmellata, 35% per confettura e 45% per confettura extra), una lista corta di ingredienti che escluda additivi chimici, un’origine tracciabile delle materie prime. 

La marmellate non sono tutte uguali! Meglio preferire i prodotti che utilizzano tutte le parti del frutto, compresa la buccia che, specialmente nel caso degli agrumi, contiene sostanze preziose come olii essenziali, flavonoidi e fibre e che dona una consistenza particolare e un’ottima masticabilità. 

Le tabelle LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) per l’Italia fissano il consumo giornaliero di marmellata nell’alimentazione a 20 grammi al giorno (circa a 2 cucchiaini da tè), corrispondenti a circa 44-50 kcal. Un alimento quindi da non escludere ma da scegliere con cura per fare il pieno di energia appena svegli… Perché il buongiorno si vede dal mattino!

Sempre in tema di marmellata a colazione, è necessario fare una precisazione: spesso sulle etichette capita di leggere “senza pectina”, quasi la presenza di questa sostanza significhi un minor valore del prodotto. Non è assolutamente così! La pectina non è altro che una fibra naturale contenuta nei vegetali e nella frutta: agrumi, mele e uva ne contengono in maggior quantità, ciliegie e frutti di bosco meno. È utilizzata per la preparazione di marmellate e confetture in virtù del suo potere gelificante ed addensante ma anche per preparare i succhi di frutta  e ha diverse proprietà benefiche per l’organismo: tra l’altro, riequilibra l’attività intestinale, aiuta a tenere a bada il colesterolo LDL (quello “cattivo”) ed è di ausilio nel controllo dei livelli di glicemia nel sangue.

 

Se vuoi sapere tutto su questa preziosa fibra, consulta la nostra infografica!

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Come scegliere la giusta marmellata per te

Come scegliere la marmellata giusta

Come scegliere la giusta marmellata per te

Sono moltissime le persone che iniziano la loro giornata con una buona fetta di pane e marmellata (o confettura): una prima colazione dolce e nutriente che permette di fare il pieno di energie e partire con il piede giusto. Se anche tu fai parte della categoria, sai bene come le alternative in commercio siano pressoché infinite: scegliere non è facile! E allora, se non sai come orientarti, ti aiutiamo noi: ecco alcuni criteri di base per trovare la marmellata giusta per te, per gustare un prodotto genuino e salutare che ti offra ogni mattina il sapore autentico della frutta.

  1. Marmellata o confettura?

Prima di tutto, se non ricordi la differenza tra marmellata e confettura, ti rinfreschiamo la memoria: la marmellata è solo a base di agrumi, mentre confettura è il termine utilizzato per le conserve dolci che impiegano tutti gli altri frutti o ortaggi. Nel primo caso il contenuto minimo di frutta è per legge il 20%, nel secondo il 35%. E poi c’è la confettura extra, che ne deve contenere almeno il 45%. 

A definire queste creme è una specifica normativa europea, la 2001/113/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2004 n° 50 che riporta anche altre preparazioni tra cui la gelatina, ottenuta a partire dal solo succo di frutta e zucchero utilizzata prevalentemente in pasticceria e la composta, nella quale invece la frutta prevale all’80%: si tratta di un prodotto a basso contenuto o completamente privo di zuccheri aggiunti e quindi a basso impatto calorico. 

  1. Leggi bene l’etichetta

Il primo passo per scegliere la marmellata giusta è saperne leggere l’etichetta. Per legge, essa deve contenere informazioni fondamentali: l’elenco degli ingredienti e la loro origine il contenuto di frutta totale, del quale abbiamo già parlato, e quello di zucchero totale. Se il prodotto rispetta gli standard, le linee guida nazionali e internazionali dicono sì alla marmellata nell’alimentazione, ovviamente nelle giuste porzioni (20 grammi al giorno).

Se questo ancora non ti è sufficiente allora cerca di capire di più, scopri per esempio se vi sono indicazioni più dettagliate in merito alla provenienza della frutta, a come conservare il prodotto e magari a come consumare la marmellata in modo divertente.

  1. Meno è meglio!

Una lista di ingredienti corta è sempre da preferire. Scegli marmellate in cui la frutta sia davvero la protagonista e in cui gli unici additivi aggiunti (oltre agli zuccheri) siano acido citrico (o succo di limone come alternativa) e se necessario anche pectina (che, contrariamente a quanto molti pensano, non è una sostanza chimica bensí una fibra naturale benefica per l’organismo) preferibilmente da agrumi che è considerata più pregiata

  1. L’eccellenza del Made in Italy

Viviamo in una terra incredibile, ricca di bellezze e di tesori anche enogastronomici. La produzione di frutta italiana è davvero sterminata e di altissima qualità, in un caleidoscopio di colori, profumi e sapori che tutto il mondo ci invidia: dagli agrumi alle albicocche, lungo la penisola troviamo mille eccellenze da esaltare in mille ricette diverse. Perché allora dovresti scegliere marmellata da frutta che proviene dall’estero?

  1. Ingredienti biologici

È bene anche verificare che le materie prime utilizzate nella preparazione della marmellata siano biologiche ovvero da buona pratica agricola maturate sulla pianta e provenienti da coltivazioni controllate e che non utilizzano pesticidi o sostanze nocive. Lo stesso vale per gli zuccheri aggiunti e per gli eventuali additivi impiegati, qualora presenti. Coltivazioni controllate e produzioni di piccole quantità sono sempre da preferire rispetto al prodotto industriale. 

La frutta, poi, deve essere trattata con cura per preservarne sapori, colori, profumi e proprietà organolettiche. I prodotti devono seguire sia la tradizione ma anche le tecnologie innovative alimentati e quindi i migliori si possono dire quelli preparati con metodi innovativi e delicati, che non raggiungono temperature troppo elevate per non snaturare le proprietà delle materie prime. È bene che il prodotto finito contenga anche fibre e olii essenziali, e questo nel caso degli agrumi significa mantenere nella marmellata anche una porzione di bucce, che oltretutto conferiscono un’ottima masticabilità e sono ricche naturalmente di pectina.

  1. Quale gusto?

A questo riguardo, hai solo l’imbarazzo della scelta. In commercio trovi marmellate e confetture praticamente di qualsiasi frutto (e anche di diversi ortaggi) con cui assecondare i tuoi gusti personali. Se preferisci i sapori più dolci puoi scegliere per esempio la confettura di albicocche Pinkcot di Terra Aqua o quella di pere e fichi, se invece ti piace il gusto fresco e acidulo degli agrumi la marmellate di limoni, arance Tarocco, clementine o mandarini Avana sono quello che fa per te. A volte, nel vasetto trovi frutta abbinata anche a spezie, che le conferiscono un tocco insolito e originale: da provare, per esempio, le specialità arancia con zenzero o mandarini con curcuma.

  1. L’importanza dell’origine

Qualsiasi gusto tu preferisca, è importante conoscere l’origine della frutta che mangi. Da quale coltivazione viene? Quali passaggi di produzione ha subito prima di arrivare sulla tua tavola? Oggi la tracciabilità è il valore in più da ricercare in etichetta per avere la garanzia di un prodotto genuino e controllato. Per rispondere a questa esigenza, Terra Aqua ha ideato un sistema di tracciamento della filiera della frutta impiegata basato su tecnologie innovative, al quale puoi accedere facilmente. Ogni volta che acquisti un vasetto dei prodotti di Terra Aqua, ti basta scansionare il QR code presente sull’etichetta per essere indirizzato alla pagina dedicata a “Scopri l’origine” sul sito. Qui dovrai semplicemente inserire il numero di lotto e di cotta per visionare il giorno di raccolta e la coltivazione di origine della frutta: avrai così la garanzia dell’assoluta qualità del prodotto a portata di smartphone!

 

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Differenze tra marmellate e confetture

Differenza tra confettura e marmellata

Differenze tra marmellate e confetture

Marmellata o confettura? Se pensi che i due termini siano sinonimi sbagli, e ti spieghiamo perché! Impariamo insieme a utilizzare i termini esatti per indicare queste deliziose preparazioni a base di frutta, regine indiscusse della colazione all’italiana. Oltre ad esse, esistono anche la gelatina e la composta, che però contengono proporzioni e parti diverse della frutta, come vedremo. 

Cos’è la marmellata? E la confettura?

Forse ti stupirà sapere che il termine “marmellata” si può utilizzare solo per preparazioni a base di agrumi: si tratta di un prodotto alimentare dolce che si ottiene cuocendo e facendo addensare polpa, succo e scorza di limone, arancia, mandarino, cedro, pompelmo o bergamotto.

“Confettura”, invece, indica le conserve dolci preparate allo stesso modo ma che utilizzano tutti gli altri tipi di frutta, dalle albicocche ai mirtilli, dalle pere ai lamponi, o anche ortaggi (famose sono, per esempio, le confetture di cipolle o zucca).

A dare la definizione dei due termini è una specifica normativa della Comunità Europea, la 2001/113/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2004 n° 50. Qui leggiamo infatti che “Marmellata è la mescolanza, portata a consistenza gelificata appropriata, di acqua, zuccheri e di uno o più dei seguenti prodotti ottenuti da agrumi: polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorze”, mentre “Confettura è la mescolanza, portata a consistenza gelificata appropriata, dì zuccheri, polpa c/o purea di una o più specie di frutta e acqua”.

L’origine della marmellata

Eppure, l’origine della parola può trarre in inganno: “marmellata” deriva infatti dal portoghese “marmelo, ovvero mela cotogna, perché proprio le cotogne furono il primo ingrediente utilizzato come base per le creme dolci. Ma esiste anche una leggenda più pittoresca riguardo al vocabolo. Si dice che Maria de Medici, moglie di Enrico IV, una volta trasferitasi in Francia si fosse ammalata. Alcuni servitori di corte furono allora inviati in Sicilia per raccogliere gli agrumi più pregiati e profumati per facilitare la sua guarigione. I frutti furono posti in casse recanti la scritta “per Maria Ammalata”, che però i francesi lessero “por marimalade” e quindi “marmalade”.

Nome a parte, le origini della marmellata sono remote. Già gli antichi greci, secondo quanto riportato nel ricettario romano di Apicio, usavano far cuocere le mele cotogne con del miele per conservarle più a lungo. Al tempo di Roma antica allo stesso scopo veniva utilizzato vino cotto o mosto. Solo nel medioevo, dopo l’introduzione in Europa dello zucchero, si cominciò a produrre la marmellata con un metodo simile a quello attuale. 

Oggi nel linguaggio comune “marmellata” è molto più usato rispetto a “confettura”, e arriva ad abbracciare per estensione le conserve a base di qualsiasi tipo di frutta. Ma se fai attenzione alle etichette, scoprirai che la nomenclatura è estremamente rigida, e che spesso quella che mangi al mattino è invece una confettura, appunto. 

Quanta frutta?

Continuiamo a parlare della differenza tra marmellata e confettura. Essa dà anche indicazioni precise sul contenuto minimo di frutta che queste preparazioni devono avere: qualsiasi marmellata deve essere composta almeno per il 20% da agrumi (e almeno per il 7,5% dall’endocarpo). Per le confetture, la percentuale minima di frutta sul totale deve essere pari al 35% (fino ad un massimo del 44%): se il contenuto sale al 45% si parla di confettura extra (più pregiata).

Marmellata e confettura hanno valori nutrizionali variabili, tra le 130 kcal e le 260 kcal per 100 grammi. Il contenuto di frutta, insieme a quello di zucchero, deve essere riportato in modo trasparente sull’etichetta, sempre espresso in grammi su 100 grammi di prodotto. Per legge non è consentito aggiungere coloranti e conservanti a marmellate e confetture; l’unico additivo utilizzabile è la pectina, una fibra naturalmente presente nella frutta che è fondamentale per il processo di gelificazione (oltre che benefica per l’organismo). 

Gelatina e composta

Non esistono solo marmellata e confettura. Occorre fare un’ulteriore precisazione su due altri termini. Da una parte esiste infatti anche la gelatina, una preparazione ottenuta da zucchero e succo di frutta (senza polpa o buccia) che viene utilizzata prevalentemente in pasticceria. Anche in questo caso, possiamo avere una versione “extra”: le quantità minime da rispettare per questo appellativo sono le stesse che abbiamo già visto per la confettura, ovvero un contenuto di frutta del 45% rispetto al totale.  

Dall’altra parte, infine, abbiamo la composta, dove invece la frutta prevale all’80%: si tratta di un prodotto a basso contenuto o completamente privo di zuccheri aggiunti. Per prepararla si utilizza solo lo zucchero naturale della frutta, ottenendo quindi un apporto calorico nettamente minore.  

Crostata alla marmellata

La rivoluzione di Coctura

Abbiamo visto la differenza tra marmellata e confettura, tra gelatina e composta. È proprio in questo contesto che Terra Aqua ha creato una nuova e originale specialità culinaria, unica nel suo genere. Si tratta di Coctura, preparazione gastronomica a base di frutta ideale per l’utilizzo in ricette salate. Con Coctura la marmellata esce dalla solita collocazione – la colazione – e diventa ingrediente fondamentale di antipasti, primi piatti, secondi di pesce o di carne, pizze gourmet o cocktail divertenti. Qualche esempio? I tortelli alla ricotta e robiola di capra e Coctura di limoni, oppure il tonno rosso alla Coctura di agrumi

La ricetta si basa su pochi ingredienti di altissima qualità: tanta frutta, e in particolare agrumi, pochi zuccheri (varietà esclusivamente di canna e bio) ed acido citrico. I nostri agrumi provengono da coltivazioni biologiche e sono di varietà selezionate accuratamente: impieghiamo solo i dolcissimi limoni Famulari di Messina, le arance Tarocco e i mandarini Avana, dei quali conosciamo a fondo luoghi di coltivazione e metodi di lavorazione in grado di preservarne l’unicità. Grazie ad una studiata proporzione tra polpa e scorze si ottiene anche un risultato unico da un punto di vista di “texture” o masticabilità.

Un prodotto estremamente versatile che ha già conquistato l’estro di diversi chef, adatto a preparazioni inconsuete ma anche ad una prima colazione all’insegna della buona frutta e dei ridotti zuccheri.

 

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